Stefania Beghetto

La corsa mi ha resa una persona migliore , più sicura e più forte
Stefania ASD i Maratonabili Onlus
Chi sono
Mi chiamo Stefania Beghetto , ho 40 anni , sono tesserata con l'ASD i Maratonabili Onlus
Calendario gare
DPAP

Chi sono

Mi chiamo Stefania , 40 anni e sono tesserata con l'asd i maratonabili onlus .Il mio sogno è il Tor des geants e mi definisco una testarda

Correre

Corro dal 2015 ed ho fatto il mio primo Trail circa un anno fa. Quando corro riesco a staccare completamente con il mondo esterno, e a ritrovare un contatto con la natura; la corsa mi ha aiutato a superare molti momenti difficili, e i Maratonabili hanno reso la corsa qualcosa di unico , hanno dato un senso diverso : non per un tempo sul cronometro ma per un sogno che ha qualcosa di più;

se sono per boschi, cerco di ascoltare la natura e godermi il silenzio e il paesaggio, se sono per strada mi aiuto con la musica;

la corsa mi ha resa una persona migliore, più sicura e più forte, e mi ha portato tantissime belle persone.

Allenamenti

Mi alleno 3 volte a settimana solitamente nel pomeriggio tardo o alla mattina presto, più le corse o gare nei fine settimana; sfrutto il sabato per fare i lunghi e per cercare di fare corse anche di 8/9 ore, dipende dal calendario gare ;
gli allenamenti non sono facili, soprattutto per riuscire a trovarne il tempo tra lavoro, famiglia, bambina… ma se una cosa la si vuole, si riesce a portarla avanti.

il Trail

Per me il trail running è un viaggio più che una gara, un viaggio con se stessi al limite delle proprie capacità e paure, un viaggio attraverso i tuoi limiti.
Al termine di un faticoso Trail si prova un immensa soddisfazione, e non vedo l'ora di portare la medaglia a mia figlia, il mio "motore" che mi spinge sempre.
Quando non ho più le forze per continuare cerco di pensare a chi vorrebbe essere li e non può, cerco di ritrovare la forza nelle persone che mi aspettano.
Quando raggiungo una vetta mi fermo a respirare, e ad ammirare il panorama, e spesso penso a chi vorrebbe essere li e non può arrivarci, e allora cerco di fotografare con la memoria per poi raccontarlo.
Il trail runner deve essere rispettoso prima di tutto per il territorio e per gli altri runner, ed essere umile.. con se stessi e con gli altri !

Fatica

Odio le salite, amo le discese, quindi quando arriva la salita cerco di lavorare sul passo e trovare una dimensione che non mi stanchi troppo.
Quando sento molta fatica cerco di recupare il più possibile cambiando passo, o ritmo… in alcuni casi mi sono anche dovuta fermare per qualche minuto.
il dolore più grande è la stanchezza, ma si cerca sempre di combatterlo con la tenacia e la volontà di arrivare alla fine.
Prima di una gara provo grande agitazione e paura, paura soprattutto di fallire, di essermi iscritta ad una gara non alla mia portata

DaPiazzaAPiazza 

Questa del 2017 sarà la mia terza partecipazione al DPAP.
La mia prima partecipazione risale al 2009 : è stata la mia prima camminata nel territorio Pratese . Decisi di provare dopo aver fatto il cammino di Santiago, ed è stata un esperienza bellissima.
Di quella volta ricorderò sempre la fatica del giorno dopo!!
quando giunsi al traguardo del primo giorno stavo abbastanza bene anche se la stanchezza era tantissima.
quando giunsi al traguardo del secondo giorno ero distrutta, avevo avuto dei problemi con il caldo e con le scarpe.
Ma la soddisfazione di finirla era più forte, grazie anche ad un signore che mi aiutò moralmente fino alla fine
Il territorio più bello per me resta la riserva Acquerino Cantagallo, penso sia un misto tra fantasia e magia.
Rispetto alle altre gare trail a cui ho partecipato al dpap si trovano persone di ogni età, chi cammina e chi corre; si sente aria di festa, di una grande famiglia , per me è come essere a casa,
dpap rimarrà sempre una manifestazione bellissima, ben organizzata, che permette a tutte le persone di farsi una camminata

Momenti più belli

Non c'è un momento più bello e uno meno bello, se ti sai godere il viaggio, allora godi di ogni passo e di ogni momento, godi la chiaccherata con uno sconosciuto, o le risate con gli amici di sempre;l'arrivo a Montepiano, è solo la prima parte del viaggio, ti godi la cena con tutti, e i racconti o le difficoltà avute;lìarrivo alla Pietà invece è quello più intenso, sai che è finita, si torna a casa, e pensi già alla prossima partenza.

Maratonabili

Ho cominciato con le corse lunghe, grazie anche alle imprese dei fondatori e maglie nere della mia squadra, i Maratonabili, per me i veri eroi sono loro, ecco loro sì sono super eroi, che ogni giorno si vestono in borghese, affrontano ultra trail o ultra maratone con la stessa facilità con la quale noi prendiano un treno, e il giorno dopo spingono i sogni dei ragazzi con disabilità. Ragazzi che non potrebbero partecipare da soli alle maratone o mezze maratone.
Come dice Cosimo " nel mio mondo senza gambe , con voi posso camminare"… la mia voglia di correre è alimentata da loro, dalla loro forza, dalla loro volontà a combattere e superare tutte le difficoltà, io non avrò mai tempi da top runner, o da classifica, ma avrò sempre la medaglia più intensa e unica: il sorriso e l'amore di questi ragazzi.
A loro e per loro, tante delle mie gare sono dedicate, perché spesso le mie gare sono i loro sogni.